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Ciociare

La Ciociaria da scoprire tra storia, arte, cultura e natura

Il fascino dei borghi medioevali che si ergono sui colli immersi nel verde della natura, lo spettacolo delle cascate e dei laghi in un mix di colori ed emozioni, l'arte e la cultura che hanno fatto la storia in Italia e nel Mondo

Sora

La "città regia" dal re di Napoli Carlo I Angiò


Sora è un comune di 26.531 abitanti della Provincia di Frosinone nel Lazio meridionale. È il quarto comune della provincia per popolazione. Antica città volsca, quasi del tutto ricostruita dopo il rovinoso terremoto del 1915, è oggi un centro industriale e commerciale e sede di un importante polo fieristico ed è posta all'incrocio fra la valle del Liri, la valle di Comino e la Valle Roveto. Il suo territorio è per lo più pianeggiante, ed anche se è circondata da monti, il suo clima rimane per tutto l'anno molto mite e temperato. Sui monti che la circondano si possono osservare oltre alla rigogliosa flora anche la tipica f auna della zona. Fa parte della Comunità Montana "Valle del Liri". La città è attraversata dal verde Liri ed anche se solo per un breve tratto dal fiume Fibreno che, nei pressi dell'Abbazia di San Domenico si ricongiunge al Liri per poi dare vita, nel centro storico della limitrofa Isola del Liri, alle famose cascate del Liri.

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Fotoreportage

Ammirate le bellezze della città

La città di Sora, collocata al crocevia di tre valli, Valle del Liri, Valle di Comino e Valle Roveto, è posta ai piedi della catena montuosa dell'Appennino. Le sue montagne sono pertanto meta di piacevoli passeggiate degli amanti dell'alta quota ed escursionisti attratti tra l'altro dalla natura incontaminata del vicino Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Tra le altre meritano menzione le cime del monte dei Trenta Faggi (m 1 613) e di Serra Alta (m 1 710). Ai Trenta Faggi si accede, partendo dalla strada che costeggia la Madonna degli Angeli (Padri Passionisti) per risalire il pendìo di Colle S.Angelo ed entrare nel Vallone della Rocca. Dal monte dei Trenta Faggi, proseguendo per la cresta Nord, si raggiunge la cima di M.Serra Alta dopo un'ora di cammino, dal qual punto si può godere di un magnifico panorama. Da Sora si può anche organizzare un'escursione per la Valle Lacerno, unica perché brulla in molti punti. Passando per Campoli Appennino, si scende e si sale tra i Monti della Serra Lunga; il Montagnone (m 1 813), Serrone (m 1 958), Balza di Ciotto (m 1 965), terminando in direzione Nord-Est al monte dei Tre Confini (m 1 996). Detta Valle è circoscritta a Sud-Est dai Monti Cornacchia (m 2 003), Macerone (m 1 788) e Scalelle (m 1 893).
Sora sembra derivare il suo nome da una radice indoeuropea che richiama la presenza di rocce ed acqua (monte San Casto e fiume Liri). Tale nome è restato immutato nei tempi. I primi insediamenti risalgono al Paleolitico medio. Uno di una certa consistenza è stato localizzato sul monte San Casto e Cassio dove sono stati rinvenuti anche tratti di mura poligonali risalenti al periodo volsco (VI-IV secolo a.C.) Poiché le prime notizie storiche risalgono all'epoca in cui la città era abitata da Volsci, si ritiene che la città sia stata fondata da quel popolo. Nel 345 a.C. fu conquistata da Roma. Da allora ne condivise la storia fino alla caduta dell'Impero romano. Sora ha subito molte occupazioni nel corso dei secoli, da parte dei Longobardi, dei Bizantini, dei Saraceni (breve incursione) e degli Ungari (saccheggio senza occupazione). Nel corso del XII secolo fu teatro della guerra tra i Normanni e il Papa.
In seguito alla vittoria dei Normanni entrò a far parte del Regno di Sicilia che poi passò alla dinastia Sveva e successivamente agli Angioini. In questo periodo il re Carlo I d'Angiò trasferì la capitale del regno da Palermo a Napoli. Sora fu poi sede di una contea (la Contea di Sora) ed in seguito, dal 1443, del Ducato di Sora, sorta di stato cuscinetto tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli. Infine, nel 1796, il Re Ferdinando IV di Napoli (che poi assunse nel 1816 il titolo di Ferdinando I delle Due Sicilie) soppresse il Ducato di Sora, provvedendo al versamento del relativo prezzo di acquisto al duca Antonio II Boncompagni. Sora fu quindi inclusa nella antica provincia di Terra di Lavoro nell'ambito della quale fu capoluogo di Distretto e sede di Sottointendenza. Con il Risorgimento, seguendo le sorti del Regno delle Due Sicilie Sora divenne parte dal 1861 del neonato Regno d'Italia, divenendo capoluogo di circondario. Nel 1927, nell'ambito di un'ampia revisione amministrativa operata dal regime fascista, che portò alla soppressione dei circondari e all'istituzione di nuove province, Sora divenne parte della neocostituita Provincia di Frosinone, di cui oggi ospita alcune sedi decentrate.

fonte: www.wikipedia.it

basilica di S. Domenico di Sora

Basilica di San Domenico

L'abate Domenico, riformatore della vita monastica

Dal 1011 risale la fondazione dell’Abbazia di San Domenico, dedicata alla Madre di Dio e al San Domenico nel 1104, mentre al 1030 risale la data dell’atto di donazione, con diversi beni del gastaldo Pietro il Maggiore, governatore di Sora e di Arpino, figlio di Rainerio, al monaco benedettino Domenico di Foligno (951-1031).
Il complesso monastico sorge nei luoghi in cui era ubicata la villa paterna di M.T. Cicerone, a pochi passi, dove immediatamente, “statim”, il Fibreno confluisce nel Liri. Il monastero, comunque, non è giunto a noi nel suo aspetto originario, a causa dei molteplici restauri. L’ultimo devastante terremoto del 13 gennaio 1915 ha praticamente distrutto l’intero soffitto a volta. Oggi l’abbazia si presenta con la facciata principale piuttosto sobria, con tre porte ed un bel rosone centrale. Gli stipiti della porta sinistra e quello sinistro del portale sono costituiti da blocchi calcarei con motivi agresti, a forma rettangolare, che probabilmente abbellivano l’archivolto della casa natale di Cicerone. Una lastra di marmo pario semicircolare, di origine greca, poggia sul portale maggiore. Lo stipite destro del portale è costituito in parte da un blocco ornato da bassorilievi con motivi floreali e scene agresti che, probabilmente, fungeva da architrave di un’abitazione. L’interno della chiesa è a tre navate, ripartite da una doppia fila di pilastri che racchiudono le colonne della colonne (non identificata), dopo chiesa originaria. Nelle pareti si apro- essersi fatto adagiare su uno strato di no eleganti archi a sesto acuto che cenere, secondo l’uso benedettino. conferiscono all’interno slancio e Nell’altare della cripta sono conserva- solennità. La cripta è del tipo “ad ora- te anche le sacre spoglie del santo. torio’ ed è costituita da tre navate tra-sverse divisa da 16 colonne di tipo diverso tra loro. Notevole interesse desta la quinta colonna costituita da un cippo miliare romano capovolto dell’epoca dell’imperatore Marco Aurelio Massenzio (306-312 d.C.). Particolare suggestione conferisce alla cripta anche la tradizione che ci racconta della morte di San Domenico proprio accanto ad una di queste colonne (non identificata), dopo essersi fatto adagiare su uno strato di cenere, secondo l’uso benedettino. Nell’altare della cripta sono conservate anche le sacre spoglie del santo..

fonte: www.comune.sora.fr.it

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