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grandine evoluzioneFenomeni della natura
La Grandine


La grandine è un fenomeno tipico dei temporali estivi e si preannuncia con sfumature verdi/giallastre del cielo, proprio a causa della particolare rifrazione della luce all'interno del cumulonembo grandigeno.

Un chicco di grandine è sinteticamente un prodotto dell'updraft e del downdraft del temporale all'interno del quale ci sono gocce d'acqua sopraffuse (ovvero sono liquide pur in ambiente sottozero) che seguono un ciclo fatto di moti ascendenti e discendenti.

All'interno del cumulonembo, infatti, possiamo immaginare i nostri embrioni di grandine compiere numerosi cicli "sali e scendi", in seno ai moti ascendenti e discendenti causati rispettivamente dall'updraft e dal downdraft del sistema.

La traformazione in ghiaccio delle goccioline sopraffuse richiede temperature inferiori ai -40 gradi (temperatura corrispondente ad una quota compresa tra gli 8Km e i 10Km) e dei nuclei di condensazione che costituiscano un punto di partenza sopra il quale avvengano i vari depositi del ghiaccio per ogni ciclo: queste particelle solide sono all'origine della formazione della grandine.

Una continua deposizione di gocce soprafuse su i cristalli di ghiaccio neo formati permettono agli stessi di accrescere le loro dimensioni per ogni ciclo updraft/downdraft.

Infatti ciò che noi generalmente chiamiamo grandine è il risultato di innumerevole fasi di accrescimento, dalla più precoce (denominata fase del graupel), alla più tardiva dove si ha la grandine vera e propria.

Secondo una definizione scientifica, il nostro conglomerato di ghiaccio può essere definito grandine quando raggiunge un diametro di almeno 5 mm.

La forma della grandine è più o meno sferica con una struttura interna stratificata che assomiglia vagamente alla conformazione della cipolla. Ogni strato si scioglie un poco durante ogni discesa ed acquista una nuova patina di ghiaccio durante la salita quando incontra temprature inferiori allo zero.

Quando i chicchi di grandine hanno raggiunto dimensioni tali per cui l'updraft del sistema temporalesco non riesce più a sostenerli, precipitano a terra.

E' intuitivo, dunque, come la dimensione di un chicco di grandine sia direttamente proporzionale alla potenza dell'updraft: più un updraft è forte più sarà in grado di mantenere in aria per più tempo i chicchi di grandine, facendo in modo che essi subiscano un maggior numero di cicli "sali scendi", permettendo ai chicchi stessi di accrescere il loro diametro e raggiungere dimensioni molto grandi.

Un updraft così forte è tipico di poche tipologie temporalesche tra cui è giusto menzionare in prima fila le supercelle, ma anche le squall line e alcuni tipi di multicelle. In genere per avere grossi chicchi è necessario un updraft di almeno 100Km/h.

Nel corso della storia si sono verificate innumerevoli tempeste di grandine, soprattutto negli Stati Uniti. Il 3 giugno 1959 a Selden, nel Nord Est del Kansas si abbattè una tempesta di grandine che durò per circa 85 minuti lasciando un'accumulo di 50 cm e producendo un danno di 500000 dollari!

grandinePer prevedere la grandine possiamo utilizzare diversi parametri:

-Innanzitutto è importante considerare la distanza tra il livello di ghiacciamento (freezing level) e il suolo.
-Il cape deve essere elevato.
-Un elevato lapse rate di medio livello.
-Un elevato 0-6Km shear che è un indice della persistenza e forza dell'updraft ( si calcole facendo la differenza vettoriale tra i venti di 500mb e i venti di 500 metri).
-Per vedere se la grandine sarà di grossa taglia è importante vedere se è presente un mesociclone, e in tal caso più la regione dell'inflow notch sarà grande più ci saranno chance.
Nei sistemi multicellulari la presenza della grandine è spesso documentata nello stadio iniziale della multicella, e in particolare nelle squall line è facile reperirla nella parte meridionale o in isolate celle davanti alla stessa squall.

(tratto da: www.thunderstormteam.it)

caldoAnticiclone subtropicale

africano

L'Anticiclone subtropicale africano è un'area di alta pressione di natura subtropicale continentale, che interessa in modo pressoché permanente tutta l'area dell'Africa settentrionale occupata dal deserto del Sahara, dove garantisce una continua e persistente stabilità atmosferica.

Come ogni area di alta pressione, anche l'Anticiclone subtropicale africano possiede i suoi meccanismi dinamici che possono portarlo ad espandersi verso nord, cammello raggiungendo le coste maghrebine. Quando si forma una lacuna barica iberico-marocchina tra le isole Canarie, il Marocco e la Penisola iberica, si innesca un'ulteriore espansione di questa area di alta pressione verso nord che raggiunge così il bacino del Mediterraneo e l'Europa meridionale, dove spesso può fondersi con l'Anticiclone delle Azzorre.

La risalita verso nord dell'anticiclone subtropicale africano fino al Mediterraneo, determina la formazione di un promontorio di alta pressione, comunemente chiamato anche gobba di cammello.

In Italia, questo scenario determina stabilità atmosferica con valori di temperatura molto gradevoli nella stagione invernale, un po' di caldo nelle ore centrali della giornata se questa situazione si verifica nelle mezze stagioni.

subtropicalMolto più complesse sono le conseguenze quando questa configurazione si presenta nella stagione estiva. Le correnti calde provenienti dal Sahara, oltre a portare un sensibile aumento delle temperature oltre la media con valori elevatissimi nelle pianure e nelle valli interne, attraversando il Mediterraneo si caricano di umidità, determinando condizioni di caldo afoso e grosso disagio per tutti i soggetti, con livello di rischio molto elevato soprattutto per gli anziani.

Durante la stagione estiva, la presenza stabilizzante dell'anticiclone subtropicale africano, che è sempre accompagnata da elevatissimi valori di altezza geopotenziale, è riconoscibile dalla pressoché totale assenza di attività cumuliforme nelle zone interne, per l'elevata stabilizzazione atmosferica che si verifica a tutte le quote, impedendo di fatto infiltrazioni di aria fredda che possano contrastare con il sollevamento dell'aria calda susseguente all'intenso riscaldamento del suolo.

Questa area di alta pressione ha da sempre accompagnato le ondate di calore che hanno interessato l'Italia, come quelle dell'agosto 1958 (Grosseto +40,2 °C), luglio 1983 (Firenze +43,6 °C), giugno 1990 (Firenze +40,4 °C), luglio 1998 (Siracusa +44,1 °C), 5 agosto 2003 Prato +40,5 °C e giugno-luglio 2007 (Bari +45,6 °C, Foggia +47 °C, Pescara +45 °C).

 

da wikipedia

Itinerari in Ciociaria
POSTA FIBRENO

posta fibrenoIl lago di Posta Fibreno, detto anche della Posta o Fibreno, è ubicato ad un'altitudine di 289 m s.l.m. La sua superficie è di circa 0.287 km² ed il suo perimetro è di 5.163 m. Ha una lunghezza pari a circa 1096 m, la sua larghezza è di 570 m e la sua larghezza media di 261 m, mentre la profondità massima è di 15 m e si riscontra all' interno di una fossa in località Carpello, localmente conosciuta come "Codigliane" e quella media di 2.5 m. Il lago Fibreno non ha immissari ed il suo unico emissario è l'omonimo fiume. Situato nel versante sud-occidentale dei Monti della Marsica, si origina da un sistema di sorgenti pedemontane che derivano dal bacino imbrifero carsico dell'alta Valle del Sangro in Abruzzo. Il bacino del lago presenta una forma stretta ed allungata addossata alle colline che delimitano la sponda nord-est. Ed è proprio dalle montagne del Parco d'Abruzzo che il lago Fibreno o della Posta trova le proprie origini. Infatti parte delle acque che precipitano sotto forma di neve o di pioggia su quelle montagne sono le stesse che dopo un lungo percorso, in massima parte in falde sotterranee, rivedono la luce nelle numerose sorgenti che pullulano lungo le rive del lago alimentando lo stesso con circa 6 m3 di acqua al secondo. Un'origine, quella carsica, che permette di mantenere all' acqua una temperatura pressoché costante, all'incirca sui 10-11 °C, nel corso dell'intero anno.

Una caratteristica, forse unica in Europa, e già citata da Plinio nella sua operafibreno isola "Naturalis historia" è rappresentata dalla presenza di un'isola galleggiante formata da rizomi, torba e radici, in grado di spostarsi all'interno del suo allagato con un leggero alito di vento o con l'aumento della portata delle sorgenti che sfociano nei pressi dell'area di pertinenza. Forse per la composizione chimica di tale isola gli alberi che si trovano sulla sua superficie non si sviluppano come altri simili che hanno radici sulla terra ferma, ma crescono poco più di semplici arbusti. La "Rota", così viene localmente chiamata l'isola galleggiante, che ha una larghezza di circa trenta metri di diametro ed una forma conica, con la punta rivolta verso il basso, quasi certamente venne originata da un'eccezionale corrente sotterranea che fece sollevare il fondo di torba da quasi nove metri sotto il livello dell'acqua.

La caratteristica forma allungata, unita all'elevata velocità di ricambio teorico totale, la temperatura pressoché costante nell'arco dell'anno anche a varie profondità, fanno sì che esso possa essere paragonato ad un ambiente lotico piuttosto che ad un ambiente lentico. E proprio grazie a queste caratteristiche che rappresentano l'habitat ideale per alcune importanti specie ittiche quali i Salmonidi, che vivono in acque ricche di ossigeno.

crocifisso fibrenoDal 1977 in località Codigliane, nel punto dove si registra la maggiore profondità del lago, è stata posta, a protezione del bacino lacustre e di coloro che lo frequentano, una Croce. L'opera, realizzata dallo scomparso scultore Pino Bonavenia, in acciaio e platino, viene riportata in superficie il primo fine settimana di agosto di ogni anno nel corso di una suggestiva manifestazione, chiamata “Festa del crocifisso e del subacqueo”. Associazioni di subacquei provenienti da diverse regioni d'Italia si ritrovano in questo punto suggestivo del lago per consegnare agli abitanti di Posta Fibreno la Croce che, dopo un anno, rivede la luce. Il sabato sera la Croce viene portata in processione sulle acque del lago, lungo un percorso segnato da fiaccole, accompagnata da un corteo di barche e canoe. La mattina seguente, al termine della Messa officiata sulle sponde del lago, i sub, ognuno in rappresentanza del proprio gruppo partecipante, si immergono per riportare il simbolo cristiano nella sua collocazione originaria. Per un altro anno, la Croce veglierà sul Paese dal fondo del Fibreno, cullata dalle onde e dal silenzio di uno dei laghi più belli d’Italia.

Il fiume Fibreno, che rappresenta l' asta principale del bacino, prende panorama fibreno origine dalla confluenza delle acque del lago omonimo con le acque del torrente Carpello. Le sponde qui si distendono fino a raggiungere una larghezza massima di 20 m. Il fiume, che inizialmente segue un tragitto piuttosto regolare, si snoda, in seguito, con un andamento tortuoso fino alla confluenza con il fiume Liri dopo un percorso di circa 11 km. Nel punto di confluenza tra il torrente Carpello, il lago Fibreno ed il fiume Fibreno, sulla sponda sinistra insistono due antiche costruzioni che venivano utilizzate, in passato, come "peschiere", dove i pescatori erano soliti lasciare le trote che ancora non avevano deposto completamente le uova, per permettere così la regolare riproduzione. Il bacino del fiume Fibreno appartiene al Bacino Nazionale Liri-Garigliano ed ha una superficie di 96.4 km². La portata idrologica del fiume Fibreno è di circa 6 m3. La qualità biologica del fiume risulta essere, nel complesso, buona, non vengono infatti evidenziate particolari forme di alterazioni dell' ambiente acquatico.

fonte: wikipedia

FENOMENI DELLA NATURA

Pororoca, l’onda gigante-Brasile


pororocaDue volte l’anno, tra i mesi di febbraio e marzo, le acque dell’Oceano Atlantico in Brasile, generano l’onda più lunga della terra. Il fenomeno, noto come il Pororoca, è causato dalle maree dell’Oceano. Le onde che si generano raggiungono i 12 metri di altezza e i fortunati surfisti la possono cavalcare per più di mezz’ora. Il nome Pororoca deriva dalla lingua indigena Tupi, e significa “grande rumore distruttivo”. L’onda infatti può essere ascoltata circa 30 minuti prima del suo arrivo, ed è così potente che può distruggere e trascinare con se qualsiasi cosa: alberi, case, animali. L’onda è assai popolare tra i surfisti: dal 1999 è meta di un campionato di surfisti mondiale. Il record è stato segnato da un brasiliano che, nel 2003, è riuscito a cavalcare l’onda per 37 minuti alla velocità 12,5 km.




Pioggia rossa, India


PIOGGIA ROSSANel 2001 per 3 mesi, una pioggia rossa cadde insistentemente sullo stato indiano del Kerala. Acquazzoni che coloravano di rosso qualsiasi cosa, come se fosse sangue. Una pioggia veramente impressionate che salì alle cronache solo nel 2006, quando iniziò a circolare la notizia che fossero proprio gli extraterrestri a colorare la pioggia di rosso. Solo studi approfonditi commissionati dal governo indiano scartarono queste ipotesi, stabilendo che il colore anomalo è dovuto alla presenza nell’aria di spore rosse appartenenti ad un alga rossa molto prolifica nell’oceano. Neanche questa volta gli alieni l’hanno avuta vinta.




Black Sun, Danimarca

STORNILa primavera in Danimarca regala uno spettacolo meraviglioso chiamato Black Sun. L’effetto cromatico di un cielo completamente nero è provocato da milioni di storni in volo che con il loro volteggio coprono completamente la luce del sole. Gli uccelli, che si trovano ad affollare i cieli danesi tra marzo e aprile, sorvolano le zone acquitrinose sottostanti nel periodo classico delle migrazioni. Non perdetevi queste fantastiche acrobazie volanti all’ora del tramonto.

21 dicembre 2012: possibili scenari futurimaya

 

Da qualche anno si sente molto parlare di una possibile catastrofe futura di dimensioni planetarie che molti profeti hanno riconosciuto nella data del 21 dicembre 2012.

Ma vediamo cosa sta succedendo in questi giorni al Pianeta Terra e al nostro Sistema Solare:
da alcuni studi condotti e confermati anche dal Max Plance Institut, risulta che il sole non è mai stato turbolento come oggi negli ultimi 8.000 anni.
L’attività solare ad iniziare dal 2003 è entrata in una fase anomala mai verificata prima: violente tempeste radioattive stanno martellando il Sistema Solare.
Come conseguenza, qui sulla Terra, abbiamo riscontrato un notevole cambiamento del clima che ha procurato

COSA C'E' DI VERO IN QUESTE VOCI?
20 dicembre 2012. Per quel giorno non prendete appuntamenti. Non affannatevi per i regali di Natale. Tutto inutile. Quel giorno sarà l’ultimo. Poi il mondo finirà, in grande stile: eruzioni vulcaniche, tsunami, tempeste magnetiche, uragani devastanti, radiazioni dallo spazio, la comparsa di un fantomatico pianeta scateneranno l’apocalisse.
Questo è quanto prevedono centinaia di siti, qualche decina di libri, una serie di trasmissioni televisive che su questa profezia strabiliante hanno fatto valanghe di denaro e avvinto gli appassionati del mistero.  Ma è vero? Noi crediamo di no, ne siamo sicuri, e vorremmo smontare, una per una, tutte queste tesi.
Le tesi
Ma andiamo con ordine. Cosa c’è alla base della convinzione che nel 2012 il mondo finirà? Ecco i principali eventi prospettati:
1. Il 20 dicembre 2012 si concluderà il ciclo del “lungo Computo” del calendario Maya.
2. Il giorno successivo a tale data, ci sarà il solstizio d’inverno e il Sole si troverà in una rara posizione: allineato con il centro della Via Lattea, un evento che non si ripete da 26mila anni.
3. Nel 2012, inoltre, l’attività solare avrà un picco e ci aspettano tempeste solari in grado di paralizzare la nostra società.
4. Il polo nord e il polo sud potrebbero invertirsi.
5. Il 21 dicembre 2012 un pianeta misterioso (pianeta X, o Nibiru) la cui orbita è aldilà di Plutone si scontrerà con la Terra.
6. Il vulcano di Yellowstone negli USA erutterà nuovamente… con effetti catastrofici.
7. Alcuni scienziati russi hanno scoperto che il sistema solare è entrata in una nube spaziale che sta stimolando e destabilizzando il Sole e le atmosfere dei pianeti.

Ma non basta. I profeti di sventura aggiungono a tutte queste cause anche la lettura esoterica della Genesi (il primo libro della Bibbia) e dello Yi Jing (il libro dei mutamenti dell'antica Cina). Passando, ovviamente, anche attraverso le profezie di Nostradamus e le piramidi di Giza.
Proviamo a capire se intorno a queste teorie di catastrofe c’è qualche aspetto di verità e scientificità o c’è soltanto un business molto remunerativo.

in diversi luoghi vari disastri ambientali. Purtroppo sembra che questa attività solare non ha ancora raggiunto l’apice, per cui si prevede una sua intensificazione a partire dal 2009, per raggiungere il suo massimo probabilmente nel 2011/2012.

In alcuni ambienti scientifici è stata ipotizzata a breve anche l’inversione dei poli magnetici, l'abbassamento dell'asse terrestre e il temporaneo arresto della rotazione della terra. A questo possibile disastro potrebbe riferirsi il Calendario Maya, dove viene affermato che ogni 12.960 anni avverrebbe, come processo naturale della Terra, un’inversione polare che segnerebbe la fine di un’era e l’inizio di un’altra. Secondo i Maya la data 21.12.2012 segna con l’inversione dei poli la fine di quest’era durata più di dodicimila anni.

Quali sono i possibili scenari fino al 2012:
  • Un aumento dell’attività sismica e dei terremoti;
  • Un aumento delle temperature con conseguente scioglimenti dei ghiacci e innalzamento delle acque;
  • Un aumento delle tempeste e dei venti;
  • Onde anomale di dimensioni catastrofiche;
  • Mancanza di elettricità e petrolio e quindi di approvvigionamenti;
  • Inquinamento dell’acqua potabile;
  • Restrizione delle risorse culinarie e di altri beni di consumo in generale;

Marea nera: le precauzioni per la possibile tempesta tropicale

Intanto il 'Guardian' denuncia la strage delle tartarughe marine bruciate vive dalla BP

 

La BP ha dato il via, ieri sera, all'evacuazione del personale non essenziale in 3 dei suoi impianti, in via precauzionale per l'arrivo del ciclone tropicale Alex, previsto già per questa sera nel Golfo del Messico, dopo l'attraversamento dello Yucatan.

L'evacuazione però, secondo quanto riporta la Cnn che riferisce quanto detto da un portavoce della compagnia petrolifera, non interromperà il contenimento della marea nera.

marea neraE l'Ammiraglio Thad Allen fa sapere che per il momento la tempesta Alex non minaccia le attuali operazioni di recupero, in quanto dovrebbe passare ad ovest della macchia di greggio, anche se qualche conseguenza ci sarà se risalirà lungo le coste del Messico e del Texas.

Il Sunday Times, citando fonti della BP, dice che il colosso petrolifero bloccherà la perdita entro metà Luglio, anticipando il programma rispetto ai tempi previsti.

Da un altro quotidiano inglese, il Guardian, arrivano invece voci più preoccupanti dal punto di vista "ambientale". Secondo quanto riportato, molte tartarughe marine in via di estinzione ed altri animali marini sono stati bruciati vivi durante le operazioni di bonifica nel Golfo del Messico.

La BP starebbe infatti bruciando in maniera "controllata" il petrolio in alcune zone di mare arginate da un cordone ignifugo, ma non avrebbe verificato in precedenza la presenza di animali marini, come invece previsto dai protocolli del Noaa, l'ente federale per la salvaguardia ambientale.

Le organizzazioni ambientaliste stanno chiedendo alla compagnia petrolifera di evitare di uccidere altre tartarughe e al Governo americano di fermare gli incendi e perseguire la BP per l'uccisione delle specie a rischio. Danneggiare o uccidere una tartaruga marina, secondo il Guardian, comporta multe maggiori di 50.000 dollari.

L'amministrazione Obama conferma l'uccisione e dice che la BP ha l'ordine di evitare le tartarughe. Secondo i dati diffusi dal Noaa, sarebbero 425 gli esemplari morti dal 30 Aprile scorso.

Esperti Usa, Alex potrebbe diventare uragano

alexLa tempesta tropicale Alex e' adesso piu' definita e potrebbe diventare un uragano. La previsione e' del National Hurricane Center (Nhc).

Alex, che ieri sera ha investito il Belize, si dovrebbe indebolire passando sopra lo Yucatan ma potrebbe riacquistare forza nel pomeriggio sulle acque calde del Golfo del Messico.

Secondo le ultime previsioni, la tempesta dovrebbe investire di nuovo la costa del Golfo del Messico a meta' settimana evitando pero' la zona colpita dalla marea nera della Bp.

Bp e Shell hanno cominciato a evacuare personale dal Golfo, non pero' gli addetti alle operazioni di contenimento del disastro Deepwater Horizon.


 
 
 
 
solstizioSOLSTIZIO (21 giugno 2010 h 11,28 entra l'estate)
 Il solstizio in astronomia è definito come il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione massima o minima. Il fenomeno è dovuto alla inclinazione dell'asse di rotazione terrestre rispetto l'eclittica; il valore di declinazione raggiunta coincide con l'angolo di inclinazione terrestre e varia con un solstizioperiodo di 41000 anni tra 22.1° e 24.5°. Il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel mese di giugno in occasione del solstizio di estate boreale, mentre raggiunge il massimo valore di declinazione negativa in dicembre, in occasione del solstizio di inverno boreale, corrispondente all'estate nell'emisfero australe. Da un esame di una tabella dei tempi dei solstizi si può verificare che il fenomeno ritarda di circa sei ore ogni anno (5 ore, 48 minuti e 46 secondi per la precisione), salvo subire un nuovo riposizionamento indietro ogni quattro anni, in conseguenza degli anni bisestili, introdotti proprio per evitare un progressivo disallineamento delle stagioni con il calendario. A causa di queste variazioni può capitare che il solstizio astronomico cada il 20 o il 21 giugno per l'estate nell'emisfero nord o il 21 o 22 dicembre per l'inverno nell'emisfero nord.
  tratto da Wikipedia

Trentino, è estate ma non per il meteo
Freddo, ombrelli e neve in quota

TRENTO. Neve in quota e gran freddo in fondo valle: oggi, alla vigilia dell’inizio ufficiale dell’estate e poco prima che le giornate inizino ad accorciarsi, sul Trentino è tornatoneve trentino l’inverno. il primo assaggio si è avuto già nella serata di ieri, quando la perturbazione è arrivata sulle nostre teste portando pioggia, temporali e un brusco calo delle temperature. Ma non solo. Perché, in quota, sopra i 1800 metri, e in qualche caso anche ad altezze inferiori, è arrivata anche la neve. Parallelamente le temperature sono precipitate anche che nel fondovalle dove, per oggi, Meteotrentino prevede una minima di 11 e una massima di 14 gradi. In montagna, è ovvio, il calo sarà ancora più drastico: attorno ai 2000 metri, la colonnina dovrebbe scendere sotto lo zero, fermandosi almeno a -1, per risalire nelle ore più “calde” a 5 gradi di massima. Meglio non va in Alto Adige dove la neve è attesa addirittura attorno ai 1500 metri. Ma si tratta di eventi eccezionali? «No - spiega Andrea Piazza, metereologo di Meteotrentino - anche se di solito questi fenomeni si registrano prima, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Si tratta di quello che viene chiamato il “freddo delle pecore” proprio perché arriva quando le greggi sono appena state portate in quota. Di solito, dopo questo periodo, l’anticiclone delle Azzorre si sposta a latitudini più elevate, garantendo bel tempo fino a Ferragosto». (da http://trentinocorrierealpi.gelocal.it)

Maltempo, pioggia e vento da nord a sud
Frana nel cuneese, tromba d'aria a Venezia

Un fulmine a ciel sereno, è davvero il caso di dirlo. Il maltempo ha scelto il weekend per rifarsi vivo dopo settimane di sole e caldo su tutta la Penisola, riportando centimetri e centimetri di pioggia con conseguente rischio di allagamenti, ingrossamento dei fiumi e frane. Proprio una frana è segnalata nel cuneese, dove un'auto potrebbe essere sepolta sotto il fango. Tromba d'aria nel veneziano, scoperchiate decine di tetti. Situazione critica anche in Toscana e Lombardia. E le previsioni per domenica non inducono all'ottimismo: tempo instabile su gran parte della Penisola, in particolare al Centro-nord e sulle regioni tirreniche meridionali, con precipitazioni sparse anche a carattere di rovescio o temporale. Le temperature subiranno un ulteriore e sensibile calo e si intensificheranno i venti. In particolare, sulle due isole maggiori si prevedono forti correnti di maestrale, con mari agitati.

Piemonte: grande frana, forse auto sotto il fango. Una frana di vaste proporzioni si è abbattuta nel cuneese, attorno alle 17,30 di ieri 19 giugno, sulla provinciale che porta da Frabosa Sottana a Prato Nevoso e Artesina, in località Bergamini. In quel momento transitavano corridori e vetture al seguito di una gara ciclistica. Dalle prime notizie risulterebbe coinvolta un'auto. Sul posto sono i carabinieri, il soccorso alpino fluviale con relativi cani da valanga. La grande mole di fango ha anche tranciato linee elettriche, telefoniche e condutture.

Tromba d'aria nel veneziano, case scoperchiate. (19/06/10) Una tromba d'aria si abbatte sulla Riviera del Brenta, colpendo i comuni di Dolo, Fiesso e Fossò. Proprio a Fossò sono state scoperchiate una decina di villette e condomini, mentre la copertura di un capannone di un cantiere edile è stata sollevata dal vento. Non si segnalano danni a persone. Tra le zone colpite, Viale San Marco a Mestre, dove sono caduti diversi alberi. Moltissime le chiamate ai vigili del fuoco. In provincia di Padova forte e abbondante grandinata su Teolo e pioggia breve ma intensa sulle zone di Conselve ed Agna. Forti piogge hanno interessato anche il veronese e il rodigino, causando allagamenti in particolare nella zona di Castelmassa.

Lombardia a rischio idrogeologico. La Protezione Civile ha emesso un avviso di "criticità per rischio idrogeologico e idraulico". Criticità moderata nei territori dell'Oltrepo pavese, per i territori della Pianura Orientale (territori delle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova). Rischio temporali forti per l'area del Garda-Valcamonica. Per la giornata odierna (20/06) le precipitazioni saranno diffuse fino alle ore centrali, in attenuazione nel pomeriggio e in parziale esaurimento in serata.

Toscana, allerta fiumi. Scatta l'allerta meteo dal pomeriggio di oggi e per tutta la giornata di oggi per le province settentrionali, in particolare Lucca e Massa Carrara, dove già si registra l'ingrossamento dei fiumi e disagi a causa di allagamenti e frane causati dalle abbondanti precipitazioni fin dalle primissime ore della mattinata di ieri. L'allerta interessa in modo particolare il bacino del Magra, la Versilia e i litorali livornese e pisano (in corrispondenza della foce dell'arno), tutto il bacino del Serchio, la Valdinievole, il Valdarno medio e inferiore, la Valdera, la Val di Sieve e l'Ombrone. Le previsioni parlano di temporali forti, fino alla serata di oggi.

Campania, allarme precipitazioni. Situazione difficile anche in Campania, dove la Protezione Civile ha diramato un avviso di criticità dalla giornata odierna per le prossime 18/24 ore per tutto il territorio della regione. Si prevedono precipitazioni che potrebbero avere anche carattere temporalesco sull'intero territorio regionale.

Marche, pioggia vento e mareggiate. E' quanto prevede la Protezione Civile, che ha emesso un avviso meteo valido dalla giornata di oggi fino alle 24 del 21 giugno. Successivamente dovrebbe esserci un miglioramento delle condizioni meteorologiche. La pioggia dovrebbe interessare tutta la regione, in particolare sulla fascia costiera e nel Montefeltro. Venti forti sulla costa con raffiche fino a 70chilometri orari e mare molto mosso con onde alte fino a due metri e mezzo al largo. Possibili anche allagamenti, dissesti e smottamenti.
fonte Repubblica.it

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