Fenomeni della naturaLa Grandine
La grandine è un fenomeno tipico dei temporali estivi e si preannuncia con sfumature verdi/giallastre del cielo, proprio a causa della particolare rifrazione della luce all'interno del cumulonembo grandigeno.
Un chicco di grandine è sinteticamente un prodotto dell'updraft e del downdraft del temporale all'interno del quale ci sono gocce d'acqua sopraffuse (ovvero sono liquide pur in ambiente sottozero) che seguono un ciclo fatto di moti ascendenti e discendenti.
All'interno del cumulonembo, infatti, possiamo immaginare i nostri embrioni di grandine compiere numerosi cicli "sali e scendi", in seno ai moti ascendenti e discendenti causati rispettivamente dall'updraft e dal downdraft del sistema.
La traformazione in ghiaccio delle goccioline sopraffuse richiede temperature inferiori ai -40 gradi (temperatura corrispondente ad una quota compresa tra gli 8Km e i 10Km) e dei nuclei di condensazione che costituiscano un punto di partenza sopra il quale avvengano i vari depositi del ghiaccio per ogni ciclo: queste particelle solide sono all'origine della formazione della grandine.
Una continua deposizione di gocce soprafuse su i cristalli di ghiaccio neo formati permettono agli stessi di accrescere le loro dimensioni per ogni ciclo updraft/downdraft.
Infatti ciò che noi generalmente chiamiamo grandine è il risultato di innumerevole fasi di accrescimento, dalla più precoce (denominata fase del graupel), alla più tardiva dove si ha la grandine vera e propria.
Secondo una definizione scientifica, il nostro conglomerato di ghiaccio può essere definito grandine quando raggiunge un diametro di almeno 5 mm.
La forma della grandine è più o meno sferica con una struttura interna stratificata che assomiglia vagamente alla conformazione della cipolla. Ogni strato si scioglie un poco durante ogni discesa ed acquista una nuova patina di ghiaccio durante la salita quando incontra temprature inferiori allo zero.
Quando i chicchi di grandine hanno raggiunto dimensioni tali per cui l'updraft del sistema temporalesco non riesce più a sostenerli, precipitano a terra.
E' intuitivo, dunque, come la dimensione di un chicco di grandine sia direttamente proporzionale alla potenza dell'updraft: più un updraft è forte più sarà in grado di mantenere in aria per più tempo i chicchi di grandine, facendo in modo che essi subiscano un maggior numero di cicli "sali scendi", permettendo ai chicchi stessi di accrescere il loro diametro e raggiungere dimensioni molto grandi.
Un updraft così forte è tipico di poche tipologie temporalesche tra cui è giusto menzionare in prima fila le supercelle, ma anche le squall line e alcuni tipi di multicelle. In genere per avere grossi chicchi è necessario un updraft di almeno 100Km/h.
Nel corso della storia si sono verificate innumerevoli tempeste di grandine, soprattutto negli Stati Uniti. Il 3 giugno 1959 a Selden, nel Nord Est del Kansas si abbattè una tempesta di grandine che durò per circa 85 minuti lasciando un'accumulo di 50 cm e producendo un danno di 500000 dollari!
Per prevedere la grandine possiamo utilizzare diversi parametri:-Innanzitutto è importante considerare la distanza tra il livello di ghiacciamento (freezing level) e il suolo.
-Il cape deve essere elevato.
-Un elevato lapse rate di medio livello.
-Un elevato 0-6Km shear che è un indice della persistenza e forza dell'updraft ( si calcole facendo la differenza vettoriale tra i venti di 500mb e i venti di 500 metri).
-Per vedere se la grandine sarà di grossa taglia è importante vedere se è presente un mesociclone, e in tal caso più la regione dell'inflow notch sarà grande più ci saranno chance.
Nei sistemi multicellulari la presenza della grandine è spesso documentata nello stadio iniziale della multicella, e in particolare nelle squall line è facile reperirla nella parte meridionale o in isolate celle davanti alla stessa squall.
(tratto da: www.thunderstormteam.it)

















Anticiclone subtropicale
raggiungendo le coste
Molto più complesse sono le conseguenze quando questa configurazione si presenta nella stagione estiva. Le correnti calde provenienti dal Sahara, oltre a portare un sensibile aumento delle temperature oltre la media con valori elevatissimi nelle pianure e nelle valli interne, attraversando il Mediterraneo si caricano di umidità, determinando condizioni di caldo
Il lago di Posta Fibreno, detto anche della Posta o Fibreno, è ubicato ad un'altitudine di 289 m s.l.m. La sua superficie è di circa 0.287 km² ed il suo perimetro è di 5.163 m. Ha una lunghezza pari a circa 1096 m, la sua larghezza è di 570 m e la sua larghezza media di 261 m, mentre la profondità massima è di 15 m e si riscontra all' interno di una fossa in località Carpello, localmente conosciuta come "Codigliane" e quella media di 2.5 m. Il lago Fibreno non ha immissari ed il suo unico emissario è l'omonimo fiume. Situato nel versante sud-occidentale dei Monti della Marsica, si origina da un sistema di sorgenti pedemontane che derivano dal bacino imbrifero carsico dell'alta Valle del Sangro in Abruzzo. Il bacino del lago presenta una forma stretta ed allungata addossata alle colline che delimitano la sponda nord-est. Ed è proprio dalle montagne del Parco d'Abruzzo che il lago Fibreno o della Posta trova le proprie origini. Infatti parte delle acque che precipitano sotto forma di neve o di pioggia su quelle montagne sono le stesse che dopo un lungo percorso, in massima parte in falde sotterranee, rivedono la luce nelle numerose sorgenti che pullulano lungo le rive del lago alimentando lo stesso con circa 6 m3 di acqua al secondo. Un'origine, quella carsica, che permette di mantenere all' acqua una temperatura pressoché costante, all'incirca sui 10-11 °C, nel corso dell'intero anno.
"Naturalis historia" è rappresentata dalla presenza di un'isola galleggiante formata da rizomi, torba e radici, in grado di spostarsi all'interno del suo allagato con un leggero alito di vento o con l'aumento della portata delle sorgenti che sfociano nei pressi dell'area di pertinenza. Forse per la composizione chimica di tale isola gli alberi che si trovano sulla sua superficie non si sviluppano come altri simili che hanno radici sulla terra ferma, ma crescono poco più di semplici arbusti. La "Rota", così viene localmente chiamata l'isola galleggiante, che ha una larghezza di circa trenta metri di diametro ed una forma conica, con la punta rivolta verso il basso, quasi certamente venne originata da un'eccezionale corrente sotterranea che fece sollevare il fondo di torba da quasi nove metri sotto il livello dell'acqua.
Dal 1977 in località Codigliane, nel punto dove si registra la maggiore profondità del lago, è stata posta, a protezione del bacino lacustre e di coloro che lo frequentano, una Croce. L'opera, realizzata dallo scomparso scultore Pino Bonavenia, in acciaio e platino, viene riportata in superficie il primo fine settimana di agosto di ogni anno nel corso di una suggestiva manifestazione, chiamata “Festa del crocifisso e del subacqueo”. Associazioni di subacquei provenienti da diverse regioni d'Italia si ritrovano in questo punto suggestivo del lago per consegnare agli abitanti di Posta Fibreno la Croce che, dopo un anno, rivede la luce. Il sabato sera la Croce viene portata in processione sulle acque del lago, lungo un percorso segnato da fiaccole, accompagnata da un corteo di barche e canoe. La mattina seguente, al termine della Messa officiata sulle sponde del lago, i sub, ognuno in rappresentanza del proprio gruppo partecipante, si immergono per riportare il simbolo cristiano nella sua collocazione originaria. Per un altro anno, la Croce veglierà sul Paese dal fondo del Fibreno, cullata dalle onde e dal silenzio di uno dei laghi più belli d’Italia.
origine dalla confluenza delle acque del lago omonimo con le acque del torrente Carpello. Le sponde qui si distendono fino a raggiungere una larghezza massima di 20 m. Il fiume, che inizialmente segue un tragitto piuttosto regolare, si snoda, in seguito, con un andamento tortuoso fino alla confluenza con il fiume Liri dopo un percorso di circa 11 km. Nel punto di confluenza tra il torrente Carpello, il lago Fibreno ed il fiume Fibreno, sulla sponda sinistra insistono due antiche costruzioni che venivano utilizzate, in passato, come "peschiere", dove i pescatori erano soliti lasciare le trote che ancora non avevano deposto completamente le uova, per permettere così la regolare riproduzione. Il bacino del fiume Fibreno appartiene al Bacino Nazionale Liri-Garigliano ed ha una superficie di 96.4 km². La portata idrologica del fiume Fibreno è di circa 6 m3. La qualità biologica del fiume risulta essere, nel complesso, buona, non vengono infatti evidenziate particolari forme di alterazioni dell' ambiente acquatico.



E l'Ammiraglio Thad Allen fa sapere che per il momento la tempesta Alex non minaccia le attuali operazioni di recupero, in quanto dovrebbe passare ad ovest della macchia di greggio, anche se qualche conseguenza ci sarà se risalirà lungo le coste del Messico e del Texas.

l’inverno. il primo assaggio si è avuto già nella serata di ieri, quando la perturbazione è arrivata sulle nostre teste portando pioggia, temporali e un brusco calo delle temperature. Ma non solo. Perché, in quota, sopra i 1800 metri, e in qualche caso anche ad altezze inferiori, è arrivata anche la neve. Parallelamente le temperature sono precipitate anche che nel fondovalle dove, per oggi, Meteotrentino prevede una minima di 11 e una massima di 14 gradi. In montagna, è ovvio, il calo sarà ancora più drastico: attorno ai 2000 metri, la colonnina dovrebbe scendere sotto lo zero, fermandosi almeno a -1, per risalire nelle ore più “calde” a 5 gradi di massima. Meglio non va in Alto Adige dove la neve è attesa addirittura attorno ai 1500 metri. Ma si tratta di eventi eccezionali? «No - spiega Andrea Piazza, metereologo di Meteotrentino - anche se di solito questi fenomeni si registrano prima, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Si tratta di quello che viene chiamato il “freddo delle pecore” proprio perché arriva quando le greggi sono appena state portate in quota. Di solito, dopo questo periodo, l’anticiclone delle Azzorre si sposta a latitudini più elevate, garantendo bel tempo fino a Ferragosto». (da 
























