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Ciociare

La Ciociaria da scoprire tra storia, arte, cultura e natura

Il fascino dei borghi medioevali che si ergono sui colli immersi nel verde della natura, lo spettacolo delle cascate e dei laghi in un mix di colori ed emozioni, l'arte e la cultura che hanno fatto la storia in Italia e nel Mondo

Isola del Liri

La città fluviale e della carta


L'origine vera dell' Isola del Liri è volsca, strettamente legata ai due municipi romani vicini di Arpinum e Sora che si spartivano l'attuale territorio comunale della città. Le conquiste degli antichi romani, arrivati persino nel Sannio (regione compresa tra le attuali province di Caserta, Campobasso, Isernia e Benevento), hanno stabilizzato la loro presenza per tantissimo tempo nelle terre dell'attuale Provincia di Frosinone. La città nel medioevo cadde, alternativamente, sotto il dominio bizantino e longobardo, finché divenne parte della contea di Sora nel Principato di Capua. Il primo nome registrato della città fu "Insula Filiorum Petri", divenendo poi nell'uso comune Isola di Sora, perche strettamente legata insieme a Castelliri, allora Castelluccio, a Sora di cui seguì le sorti fino all'età napoleonica. Nel 1869 con un Regio Decreto le fu conferito l'attuale nome di "Isola del Liri". Durante l'ancien régime la città conobbe un'economia florida e un migliore assetto urbanistico, in particolare grazie al contributo di una famiglia originaria di Bologna, i Boncompagni (il cui esponente più noto fu Papa Gregorio XIII, che acquistò il Ducato di Sora), che si era stabilizzata ad Insula per via delle dinamiche socio-politiche ed economiche intessute dallo Stato Pontificio. Nell'ultimo periodo del triennio giacobino, e in particolare nel maggio 1799, ad Isola ebbe luogo l'eccidio nella chiesa di San Lorenzo Martire: oltre cinquecento persone che si erano riparate nel luogo di culto furono, infatti, trucidate dall'esercito rivoluzionario. Nel corso dell'800, e a seguito del riassetto amministrativo realizzato nell'Italia meridionale con Murat, la città fu annessa alle sorti politico-amministrative della provincia Terra di Lavoro e, all'interno di essa, del Circondario di Sora. Dal dicembre 1926, Isola del Liri entra nella neonata Provincia di Frosinone, istituita, come altre nuove amministrazioni intermedie, nell'ambito della politica ruralista avviata sotto il fascismo da Benito Mussolini, ridando una fisionomia al territorio che era comune ai tempi dei Volsci e dell'Impero Romano, a cui era stato sottrato dalle invasioni barbariche.

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Ammirate le bellezze della città

La Cascata Grande, formata dal braccio di sinistra del fiume, è alta circa 27 metri è una delle poche cascate sul pianeta a trovarsi nel centro storico di un comune. E presente anche un'altra cascata, detta "Valcatoio" formata dal braccio di destra del fiume, meno spettacolare della prima anche per la presenza di una diga che alimenta un impianto di produzione elettrica. A differenza della prima, il suo salto non è perfettamente verticale, ma segue un piano inclinato di circa 160 metri lungo un dislivello di circa 27 metri.

La cittadina è circondata da colline verdi ricche di querceti e pioppi ed attraversata dal fiume Liri, il clima risente della sua posizione geografica interna di tipo continentale. Inverni con frequenti gelate e temperature medie intorno allo 0 nelle minime e sui 10° per le massime sono però rare le occasioni per nevicate importanti, mentre le stagioni intermedie sono favorevoli a piogge copiose le quali favoriscono medie annuali al di sopra dei 1000mm. La stagione estiva invece trascorre sotto l'insegna di giornate per lo più afose con temperature abbondantemente sopra i 30° sebbene intervallate da locali precipitazioni temporalesche favorite dalla presenza dei vicini monti Ernici.

Il Liri è un fiume dell'Italia centro-meridionale, che si sviluppa tra l'Abruzzo, il Lazio e la Campania, con un percorso di 120 km dalla sorgente fino alla confluenza col Gari, dove prende il nome di Garigliano. Con questo nome scorre per altri 38 km fino allo sbocco nel mar Tirreno. Per la fusione con questo è conosciuto anche con la denominazione Liri-Garigliano, con la lunghezza complessiva di 158 km. Nella cartografia storica è attestata anche la denominazione Garigliano sin dalla sorgente. Nasce in Abruzzo nei pressi di Cappadocia (AQ) dal Monte Camiciola (m. 1701 s.l.m. - Monti Simbruini) scorrendo copioso di acque nella Valle Roveto, dove riceve tramite un canale artificiale le acque della piana del Fucino, e tocca i centri di Capistrello, Civitella Roveto e Balsorano. Entrato nel Lazio bagna Sora; dopo aver ricevuto da sinistra il fiume Fibreno, incrementando così notevolmente la propria portata, attraversa il comune di Isola del Liri, nel cui centro dà luogo a una spettacolare cascata, sino a giungere nei pressi di Fontana Liri, dove riceve da destra il torrente Amaseno. Con andamento sinuoso giunge poi all'altezza di Ceprano dove riceve da destra il suo affluente più importante, il fiume Sacco; subito dopo una diga sbarra il suo corso formando il lago di San Giovanni Incarico. A valle del lago artificiale, nei pressi di Aquino, riceve da sinistra le acque del fiume Melfa, proveniente dai Monti della Meta, raggiungendo dopo poco la cittadina di Pontecorvo. Superato quest'ultimo centro il fiume riceve da destra il Rio Forma Quesa e da sinistra il Rio le Forme d'Aquino dopodiché attraversa il comune di San Giorgio a Liri. In breve giunge così sulla linea di confine tra Lazio e Campania nei pressi di Sant'Apollinare e nel punto in cui riceve le acque del fiume Gari o Rapido prende il nome di Garigliano. Da qui prosegue per altri 38 km ricevendo da sinistra il fiume Peccia e, presso la foce, il torrente Ausente andando poi a sfociare nel Mar Tirreno nel golfo di Gaeta mantenendo per tutto il percorso i confini naturali tra il Lazio e la Campania. Il bacino complessivo del Liri-Garigliano è di 5.020 km². Il Liri è un fiume dalla portata notevole grazie anche alla permeabilità di gran parte del suo bacino di raccolta. Il suo regime però è irregolare con notevoli piene autunnali e invernali e magre estive. Il fiume è anche soggetto ad un pesante sfruttamento delle sue acque tanto da risentirne notevolmente in alcuni tratti. Il nome è attestato in Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, II, 227) e Strabone, nel quale leggiamo che il Liri, nato dalle montagne, dopo Sora raggiunge Fregellae e MinturnoGeografia, V,3): dunque per gli antichi la denominazione Liris è riferita all'intero percorso di quello che oggi chiamiamo Liri-Garigliano. Da Strabone apprendiamo pure che precedentemente si chiamava Clanis. Fin dal Medioevo è documentato anche con il nome Verde, in cui era comunque compreso anche l'attuale Garigliano: cosi è menzionato da Dante a proposito di Manfredi di Sicilia, i cui resti mortali per ordine papale furono dissotterrati a Benevento e traslati fuori dei confini del Regno di Sicilia. La denominazione Garigliano, riferita al tratto che va dalla confluenza col Gari fino alla foce, è di origine tardomedievale. L'etimo è incerto, forse è collegato un tema preromano *liri- che indica acqua melmosa (cfr. lira nel senso di fango di alcuni dialetti abruzzesi-molisani); è stata di recente avanzata l'ipotesi di una derivazione dall'arabo "garil" (palude), con riferimento alla morfologia del tratto finale del suo corso.

fonte: www.wikipedia.it

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La "Manchester italiana"

Testimonianze di archeologia industriale

Il complesso degli edifici appartenuti all’ex Cartiera Boimond sono situati sulla riva sinistra del fiume Liri, in località Vadurso di Isola del Liri. Agli inizi dell’Ottocento vi erano due mulini acquistati dall’imprenditore francese Francesco Rossinger per impiantarvi una fabbrica di olio di lino ovvero un lanificio. Nel 1922 Emilio Boimond acquistò l’edificio, che aveva riportato gravi danni strutturali a seguito del devastante sisma del 1915; il ricco imprenditore iniziò la ricostruzione del complesso, che fu trasformato in cartiera.
L’edificio preesistente, già mulino, sulla riva destra del fiume fu trasformato nella centrale elettrica della cartiera. Negli anni Trenta la ditta Boimond gestiva anche altri stabilimenti situati nella zona, impiegava oltre 300 operai e produceva la carta “fina”, utilizzata per la stampa. Caratteristiche degli stabilimenti Boimond erano la struttura antisismica – i locali erano costituiti da ampie vetrate – e la moderna dotazione di macchinari, tra i quali la “macchina continua”, lunga 60 metri e larga tre.
Nel 1996 l’amministrazione comunale ha acquisito gli immobili dell’ex complesso industriale, al fine di riconvertirlo attraverso un progetto di recupero inserito nel quadro degli interventi previsti dalla Cee e con fondi della Regione Lazio. Dopo la bonifica dell’area, sono stati demoliti gli edifici di costruzione più recente, perché considerati degradanti sia dal punto di vista estetico che strutturale e per migliorare la fruizione e l’accessibilità ai fabbricati anteriori superstiti. Il progetto di ristrutturazione è in corso d’opera: all’interno degli ambienti dell’ex cartiera si sta realizzando un acquario d’acqua dolce, secondo in Europa. Nella città di Isola del Liri, inoltre, sono in corso altre ristrutturazioni: i locali delle ex Cartiere Meridionali saranno destinati ad attività economiche, culturali e sociali, mentre l’ex Lanificio San Francesco è stato ristrutturato con fondi stanziati dalla Regione diventando l’Auditorium New Orleans, città gemellata con Isola del Liri, in cui ogni anno si svolge il festival Liri Blues.

fonte: www.culturaitalia.it

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